25/04/2012

NUOVA SCADENZA

Le aziende non dovranno più pagare il contributo Sistri per il 2012 entro il 30 aprile prossimo: questo è in sostanza il contenuto dell'annuncio del Ministero dell'Ambiente che, ne ha posticipato il versamento al 30 novembre.

Il pagamento del Sistri fissato al 30 aprile era visto da tutte le aziende come una vessazione ingiustificata, visto che tra l'altro avevano già versato le quote 2010 e 2011 senza riceverne alcun beneficio. Nel proprio comunicato il Ministero, invece della soppressione, conferma l'impegno da parte del Governo per rendere il Sistri un sistema più semplice e veloce per l'espletamento degli adempimenti ambientali, in particolare quelli in materia di rifiuti.

MINISTERO DELL'AMBIENTE

22/03/2012

DIRITTO ANNUALE SI – DIRITTO ANNUALE NO

Il 30.04.2012 scade il pagamento del contributo annuale per le Imprese iscritte al Sistri (Sistema di controllo sulla tracciabilità dei rifiuti), versamento a copertura degli oneri derivanti dal funzionamento del sistema. In proposito, le Associazioni di categoria, hanno chiesto al Ministro Cini, di coprire il contributo 2012 con i versamenti già effettuati nel 2010 – 2011, considerando la disaffezione verso il Sistema e gli inutili impegni in un momento di pesantissima crisi e di rivedere il progetto nell’ottica della semplificazione.

Dunque non resta che aspettare fine aprile.

03/03/2012

PROROGA

La Legge di Conversione 24 febbraio 2012, n. 14 ha apportato ulteriori modifiche a quelle che erano le ultime novità del Decreto Legge 29 dicembre 2011, n. 216 in merito alla operatività del sistema di controllo sulla tracciabilità dei rifiuti (SISTRI).

Sarebbe quindi prorogata al 30 giugno 2012 l’adozione del sistema telematico Sistri per tutte le categorie obbligate mentre per le imprese produttrici di rifiuti pericolosi, che all'interno del proprio organico registrano fino a dieci dipendenti, sono tenuti ad attendere un altro apposito decreto ministeriale che ne fisserà l'entrata in vigore, comunque non antecedente al 30 giugno 2012.

Si ricorda che rimane fissato per il 30 aprile il versamento del contributo annuale, per il quale non ci si potrà esimere dal pagarlo anche per l'anno in corso, poiché, avendo spostato la piena operatività del sistema, non potrà essere, al momento, oggetto di discussione il mancato funzionamento dello stesso.

E’ stata inoltre introdotta una nuova procedura che vede impegnato il Ministero dell’Ambiente a trasmettere ogni sei mesi alle Camere una relazione sullo stato di attuazione del sistema. 

04/01/2012

NOVITA’ ANNO 2012

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 il Decreto Legge 29 dicembre 2011, n. 216 “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”, il Governo mette in pista il Milleproroghe 2012 per posticipare l’attuazione di numerose disposizioni legislative.

 

Tra le principali proroghe è stato approvato un ulteriore slittamento al 2 aprile 2012 dell’entrata in operatività del sistema di controllo sulla tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) al fine di consentire l’ottimale organizzazione da parte delle imprese interessate.

Già da tempo si parlava di quest’ennesima proroga, d’altra parte la fase di sperimentazione si è dimostrata poco esauriente inoltre il sistema non ha dato prova di funzionalità durante i vari click day.

Rimane comunque invariato quanto previsto per i produttori di rifiuti speciali pericolosi che hanno fino a 10 dipendenti per i quali l’operatività non può essere antecedente al 1 giugno 2012.

 

Ma non è tutto. Con la pubblicazione del decreto ministeriale 12 novembre 2011, i termini per la presentazione del MUD (denuncia rifiuti) per l’anno 2011, precedentemente previsto entro il 31/12/11, considerate le ripetute proroghe Sistri, è stato spostato al 30 aprile 2012. Il decreto prevede anche che i rifiuti prodotti, smaltiti e recuperati nel periodo 2012 non coperto da Sistri (cioè prima dell’entrata in vigore del sistema), dovranno essere dichiarati entro sei mesi dalla data di entrata in operatività.

 

Quello che ha destato polemiche e controversie è stata la decisione del governo di togliere dal decreto Milleproroghe la norma che imponeva l’obbligo di utilizzare gli shoppers ecologici. Il provvedimento (norma europea EN13432) stabiliva i corretti parametri di dissolvenza o biodegradabilità nell’ambiente dei sacchetti di plastica. A tal proposito il Governo nella riunione del 23 dicembre ha approvato nuove disposizioni chiarendo che sarà consentita la commercializzazione dei soli sacchetti conformi alla normativa europea sulla biodegradabilità e anche dei sacchetti effettivamente riutilizzabili nel tempo. Restano al bando tutti i sacchetti di plastica dannosi per l’ambiente. L’obiettivo è quello di accelerare il percorso già in atto per orientare i consumatori verso prodotti ambientalmente sostenibili dando impulso allo sviluppo della “green economy”, che può rappresentare un settore trainante per la crescita. Sono state in fine rafforzate le sanzioni per chi viola le nuove prescrizioni di tutela ambientale e dei consumatori.

25/08/2011

NON E’ ANCORA NATO ED E’ GIA’ MORTO

Giorni agonizzanti per il progetto Sistri, tutti attendiamo notizie dal Parlamento che nei termini dei 60 giorni dal 13 agosto 2011 deciderà se convertire il Decreto Legge n. 138, determinando la fine di un progetto che avrebbe dovuto consentire la tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi.

Colpo di scena!!!

Proprio quando stava per entrare in vigore la norma che ne statuiva l’inizio dell’operatività, il Sistema viene cancellato sin dai primi riferimenti legislativi che ne avevano timidamente parlato, gettando al vento il lavoro di tutte le parti coinvolte e milioni di euro impiegati.

Molte le opinioni che si accavallano, ma sostanziali e contrapposte sono due:

“Sarebbe comunque una sconfitta per tutto il Sistema Ambiente nazionale, che pure, in parte, aveva erroneamente avversato il progetto, sarebbe una sconfitta per la credibilità del Paese, della sua classe dirigente, e della sbandierata lotta alla illiceità nel settore dei rifiuti.”

“Se un produttore avesse dei rifiuti da far sparire illegalmente di certo non si servirebbe di ditte regolari iscritte al Sistri con tanto di controllo satellitare, ma si rivolgerebbe a soggetti poco puliti a cui di certo non viene in mente di iscriversi al Sistema, si aumentino i controlli di tipo ambientale e si inaspriscano le pene.”

Cosa sperare? Che sopravviva o che muoia??

26/02/2011

ANATRE O AQUILE ?

Nella vita veniamo a contatto con tante tipologie di esseri umani, che spesso rispecchiano comportamenti riconducibili alle varie specie animale, a chi non è capitato di incontrare delle anatre o delle aquile?

Le prime si comportano da vittime: Qua! Qua! Qua!  

Mentre le seconde prendono l’iniziativa e si distinguono dalla massa.

Ci riteniamo o meglio ci comportiamo da aquile o da anatre?

Nell’ambito della nostra attività, quante volte sentiamo dire: “mi dispiace ma la direzione non vuole…….”, “siamo costretti……”, “la nostra politica ci impone……………”.

Per chi pensate che lavori quel dipendente? Per un aquila o per un anatra?

Sicuramente un anatra posta alla testa del gruppo che detta regole e regolamenti da un gradino più alto della gerarchia.

Per chi credete che lavori a sua volta questo superiore?

Per una grande, grossa anatra al vertice dell’organizzazione. 

Sicuramente vorremmo che la nostra azienda non fosse fatta di anatre che schiamazzano ma di aquile che si librano alte nel cielo, per riuscirci i più grandi mentori ci insegnano che è necessario trattare i collaboratori come partner in modo da responsabilizzarli e lasciarli agire come se fossero loro i proprietari mentre i fondatori e i capi devono essere dei leader al servizio degli altri.

Gli imprenditori non possono fare tutto da soli, hanno bisogno di persone che aderiscano al loro sogno, lo coltivino e lo realizzino per tanto è necessario incoraggiare tutti a diventare dei leader. Quando vengono commessi degli errori i veri capi sfruttano queste occasioni come opportunità di apprendimento e non come pretesto per punire chi ha sbagliato.

E’ possibile ottenere una buona performance solo stabilendo obiettivi chiari e soprattutto, definendo compiutamente il modo in cui raggiungerli.

Un efficace sistema di gestione della performance è costituito da tre elementi:

Il primo è la pianificazione della performance, concordate con i collaboratori i traguardi e gli obiettivi sui quali dovranno concentrare le energie. Ogni performance di rilievo inizia con la definizione di mete chiare.

Formazione quotidiana, spetta ai manager fare tutto il possibile per aiutare i membri del loro team ad avere successo.

Valutazione della performance, i manager e i loro collaboratori si riuniscono ed esaminano la performance di ognuno nel periodo considerato.

L’elemento più importante è la formazione in quanto entrano in campo i feedback, le lodi per i progressi ottenuti e la modifica delle misure inappropriate. Il manager diventa un partner perché commenta gli obiettivi ed i risultati ottenuti. Se volete che i dipendenti abbiano successo e realizzino gli obiettivi, hanno bisogno di qualcuno che osservi e controlli il loro comportamento dopo la definizione di questi traguardi. Voi potete guidarli nella giusta direzione se si sono allontanati dalla via maestra e lodarli e incoraggiarli se hanno seguito le indicazioni alla perfezione. Spesso i manager credono che il loro lavoro consista nel giudicare, valutare e criticare i sottoposti, in realtà devono aiutare, incoraggiare e sostenere i loro sforzi.

Il management si basa su un rapporto tra partner per aiutare i collaboratori a prendere il massimo dei voti. Per essere efficace, il leader deve assumere un comportamento corretto nei confronti dei collaboratori, offrendo loro indicazioni ed esortazioni affinché possano essere i migliori. Se li aiuterete a prendere un bel 10, avrete un sistema di gestione della performance che li incentiverà a sorprendere i clienti con il loro ottimo servizio. Si sentiranno gratificati e vorranno restituire il favore ad altri. Se trattate bene i dipendenti, si appassioneranno al loro lavoro a alla vostra azienda. La loro passione sarà percepita dai clienti, quando li vedranno fare di tutto per servirli bene. I clienti che avvertiranno questa passione e riceveranno un ottimo servizio, finiranno per essere fidelizzati, parleranno ad altri della vostra azienda e ne elogeranno il personale.

In fin dei conti sono i dipendenti appassionati ed i clienti fedeli a determinare il vostro successo.

 

Tratto da: L’One Minute Manager di Ken Blanchard

15:08 Scritto da: pier_francesco in Impresa | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: management, obiettivi, performance, formazione | OKNOtizie |  Facebook

15/01/2011

NOVITA’ ANNO 2011

L’inizio di ogni anno è caratterizzato da nuovi incentivi a sviluppo e sostegno dell’economia del nostro Paese. A determinarli è la politica ed i vincoli posti dalla Comunità Europea.

Alcuni potete trovarli  nella pagina CONTRIBUTI del nostro sito www.fpconsultancy.it

Da una personale analisi, ho riscontrato che il maggiore interesse è dato dal Conto Energia, dalla detrazione del 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti e dalla sicurezza nei luoghi di lavoro, determinato da tre principali fattori, guadagno, vantaggio e rispetto dei minimi di Legge.

Oserei dire fattori piuttosto leciti in un epoca dove oltre ad essere cambiato il concetto di lavoro non è possibile vedere la prospettiva di un futuro, se non piuttosto astratta e lontana dal concetto tradizionale. Sicuramente ci stiamo evolvendo attraversando epoche differenti, gli anni 50 erano caratterizzati dai mestieri, gli anni 60 dal bum economico fino ai 70-80-90 dalla feroce corsa in fabbrica (l’importante era produrre senza troppi scrupoli per l’ambiente e per l’essere umano), oggi poveri dell’uno e dell’altro ci troviamo ad inventarci possibilità di guadagno. Per fare un esempio, interi terreni destinati a colture di qualità sono stati invasi dalla tecnologia del 20° secolo, complete distese di pannelli fotovoltaici, che oltre a costituire un impatto visivo, ci hanno sottratto la possibilità di nutrirci di prodotti di qualità.

Si al fotovoltaico ed alle fonti energetiche alternative ma in ambienti e strutture non valorizzabili sotto altri punti di vista.

Quello che voglio dire, è che nonostante le difficoltà dettate dal contesto sociale e dalla politica dovremmo fare tutti uno sforzo ed evitare di trasformare gli intenti volti a migliorare la nostra esistenza in una semplice fonte di guadagno. Quello di cui necessita il nostro Paese, il nostro Mondo è di abitanti dalla mentalità molto più ampia, con occhi che guardano al futuro non della singola persona ma dell’intero universo umano. Siamo noi che decidiamo le nostri sorti, sta a noi saper scegliere. La nostra ricchezza è il nostro ambiente!! Impariamo a salvaguardarlo!! 

31/10/2010

ECO CONTRIBUTO RAEE

Quand’ero ragazzino gli apparecchi elettrici ed elettronici che si trovavano in commercio erano molto pochi ed essenziali considerando i tempi attuali dove tutto è mosso dall’elettronica che si trasforma rapidamente ed è applicata ovunque, sicuramente ha facilitato e migliorato la vita di ognu’uno di noi, basti pensare alle reazioni che suscita un blackout momentaneo. La prima sensazione è quella di smarrimento, sconcerto, paura, sei limitato …………

Il rovescio della medaglia è costituito dalla montagna di rifiuti denominati RAEE (Rifiuti di apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) che crescono a livello globale con un tasso del 3-5% annuo, tre volte superiore ai rifiuti normali. Contengono spesso sostanze quali metalli pesanti, ritardanti di fiamma bromurati, sostanze alogene, sostanze lesive per l’ozono che rappresentano un potenziale pericoloso per l’ambiente se non vengono trattate o smaltite in modo adeguato.

La prima semplice differenziazione è data dal bidoncino barrato posto sul prodotto a significare la raccolta differenziata, dunque non gettiamo i nostri RAEE nella spazzatura o in altri luoghi che non siano le isole ecologiche dotate di contenitori per la raccolta distinta solo in questo modo verranno inviati a centri di trattamento specializzati che, oltre al recupero di parti metalliche, plastiche e vetrose, rimuoveranno tutte le componenti e le sostanze nocive per l’ambiente e la salute.

Oggi in Italia si raccolgono in modo differenziato 3,2 kg di RAEE pro-capite all’anno, contro una media europea di 6 kg ed una produzione di rifiuti elettronici di circa 14 kg per abitante è quindi importante che il consumatore partecipi alla corretta raccolta di questa patologia di rifiuti e contribuisca alla salvaguardia dell’ambiente.

Il consumatore spesso non sa che l’Eco Contributo RAEE, indicato distintamente nella ricevuta d’acquisto di un prodotto, non è una tassa né un imposta ma uno strumento che il Decreto Legislativo sui RAEE mette a disposizione dei fornitori per il finanziamento della gestione dei rifiuti elettronici. Infatti tale importo sarà trasferito al Produttore il quale, attraverso l’attività dei Sistemi Collettivi, si impegna ad utilizzarlo esclusivamente per il riciclaggio dei rifiuti elettronici.

 

02/10/2010

UN PASSO VERSO LA RIPRESA ECONOMICA

Dal mese di Novembre 2010

al 30 Giugno 2011

la F.P. Consultancy propone: 

 

Settore Ristorazione ed Alberghiero:

Servizio consulenziale per Pacchetto Igiene (HACCP), D. Lgs. 81 (Sicurezza nei Luoghi di Lavoro) con a scelta dell'azienda tra Certificazione di Qualità ISO 9001:08, Certificazioni Ambientali ISO 14001:04 o EMAS

Sconto del 19,5% sul totale.

Settore Metalmeccanico:

Servizio consulenziale per D. Lgs. 81 (Sicurezza nei Luoghi di Lavoro), Certificazione di Qualità ISO 9001:08 con a scelta dell'azienda tra Certificazioni Ambientali ISO 14001:04 o EMAS

Sconto del 20% sul totale.

Settore Sanitario:

Servizio consulenziale per D. Lgs. 196/2003 (Trattamento dei Dati Personali), D. Lgs. 81 (Sicurezza nei Luoghi di Lavoro) con a scelta dell'azienda tra Certificazione di Qualità ISO 9001:08, Certificazioni Ambientali ISO 14001:04 o EMAS

Sconto del 20% sul totale.

Settore Farmaceutico:

Servizio consulenziale per Pacchetto Igiene (HACCP), D. Lgs. 81 (Sicurezza nei Luoghi di Lavoro) con a scelta dell'azienda tra Certificazione di Qualità ISO 9001:08, Certificazioni Ambientali ISO 14001 o EMAS

Sconto del 15% sul totale.

Settore Commerciale Grande Distribuzione:

Servizio consulenziale per D. Lgs. 81 (Sicurezza nei Luoghi di Lavoro), Certificazione di Qualità ISO 9001:08 con  a scelta dell'azienda tra Certificazioni Ambientali ISO 14001:04 o EMAS

Sconto del 20% sul totale.

Comparto Industriale in genere:

Servizio consulenziale per D. Lgs. 81 (Sicurezza nei Luoghi di Lavoro), Certificazione di Qualità ISO 9001:08, Certificazioni Ambientali ISO 14001:04 o EMAS, con  a scelta dell'azienda di uno dei servizi elencati nel nostro sito

Sconto del 20% sul totale.

Comparto Cantieristica:

Servizio consulenziale per D. Lgs. 81 (Sicurezza nei Luoghi di Lavoro), Certificazione di Qualità ISO 9001:08, Certificazioni Ambientali ISO 14001:04 o EMAS con a scelta dell'azienda di uno dei servizi elencati nel nostro sito

Sconto del 20% sul totale.

Settore Agricolo e Zootecnico:

Servizio consulenziale per Pacchetto Igiene (HACCP), D. Lgs. 81 (Sicurezza dei Luoghi di Lavoro), D. Lgs. 196/2003 (Trattamento dei Dati Personali) con  a scelta dell'azienda di uno dei servizi elencati nel nostro sito

Sconto del 15% sul totale.

Uffici e Pubblica Amministrazione:

Servizio consulenziale per D. Lgs. 81 (Sicurezza nei Luoghi di Lavoro), D.Lgs. 196/2003 (Trattamento dei Dati Personali) con  a scelta dell'azienda di uno dei servizi elencati nel nostro sito

Sconto del 10% sul totale.

Per tutte le Categorie

Sistema di Gestione Integrato (Qualità, Ambiente, Salute e Sicurezza sul Lavoro e Responsabilità Sociale)

Sconto del 10% sul totale.

 

Per coloro che intendano intraprendere oltre ai servizi menzionati anche il percorso inerente il D. Lgs. 231/01 (Responsabilità Amministrativa dell'Aziende) potranno usufruire un ulteriore Sconto del 5% sull'intero pacchetto.

 

Tette le aziende che presentino già una forma di Certificazione (Qualità, Ambiente e Sicurezza) ed intendano affidarsi a noi per il rinnovo potranno usufruire di una detrazione del 5% che in caso di incremento con uno dei servizi da noi offerti a scelta dell'azienda potrà raggiungere lo Sconto del 10% sull'intero importo.

 

Potranno anche usufruire di finanziamenti qualora fossero disponibili in relazione al servizio richiesto e valersi di un ulteriore ribasso dello 0,5% sul totale se poste nella provincia di Ancona, Macerata, Pesaro Urbino e Perugia, sconto che potrà elevarsi sino all'1% se poste nel territorio Fabrianese.

 

 

Tale promozione entrerà in vigore dal mese di Novembre 2010 e rimarrà valida per tutto Giugno 2011  a condizione che entro il 30 giugno 2011 siano stati stipulati e firmati accordi scritti tra le parti.

 

 

31/08/2010

OCCHIO AL PIATTO!

Nel mese di agosto periodo di vacanze per eccellenza, dedicato allo svago, al riposo, al divertimento veniamo investiti da notizie che non vorremmo sentire, mozzarelle da sempre bianche come per magia cambiano colore e diventano blu.

“L'operazione «Cibo sicuro-estate 2010», condotta dai Nas, ha portato al sequestro di oltre mille tonnellate di alimenti (comprese 237 tonnellate di “mozzarelle blu”), per circa 3,5 milioni di euro.”

“Il programma complessivo dei controlli condotto dalle Asl ha passato al setaccio lo scorso anno 470.612 strutture, tra macelli, caseifici, pastifici, oleifici, bar, ristoranti, mense aziendali e scolastiche, pari al 33,1% del numero di unità totali segnalate sul territorio (1.422.377). Di queste l'11,7% sono risultate fuori legge.

  • Percentuale più elevata di irregolarità riscontrata nella categoria dei produttori e confezionatori che non vendono al dettaglio (28,4%), seguita dal settore della ristorazione (19,9%).
  • Percentuale più bassa rilevata nella produzione primaria.
  • Tipologie di infrazioni più frequenti l'igiene generale (44,4%) e il sistema di autocontrollo secondo i principi del Sistema HACCP (41,2%)."

 

 

Notizie che ci lasciano perplessi e ci mettono in difficoltà quando ci sediamo, dopo aver trascorso una bellissima giornata estiva, ad un tavolo per gustare un succulento pasto, sentiamo la necessità di leggere attentamente il menu cercando di analizzare gli ingredienti, evitando quelli critici oppure ci affidiamo al buon senso del ristoratore augurandoci che svolga il suo lavoro rispettando le regole.

  

Purtroppo facciamo ancora fatica a recepire il significato di autocontrollo e Sistema HACCP.

Il concetto di autocontrollo ha una valenza più ampia che discende dalla responsabilizzazione dell’Operatore del Settore Alimentare (OSA) in materia di Igiene e Sicurezza degli alimenti e corrisponde all’obbligo di tenuta sotto controllo delle proprie produzioni, rendendosi obbligatorio per tutti gli operatori che a qualunque livello siano coinvolti nella filiera della produzione alimentare.

L’HACCP (Hazard Analysis Critical Control Points) è un sistema che consente di applicare l’autocontrollo in maniera razionale, organizzata, previsto dalla legge solo per gli Operatori dei settori post-primari, strumento teso ad aiutare gli OSA a conseguire un livello più elevato di sicurezza alimentare.

 

Il Sistema HACCP nasce dall'esigenza di garantire la salubrità degli alimenti. Prima della sua adozione i controlli venivano effettuati a valle del processo produttivo, con analisi sulla salubrità soltanto del prodotto finito, pronto per la vendita al consumatore. Il sistema invece mira a valutare in ogni fase della produzione i possibili rischi che possono influenzare la sicurezza degli alimenti, attuando in questo modo misure preventive. In altri termini questo controllo si prefigge di monitorare tutta la filiera del processo di produzione e distribuzione dell'alimento, allo scopo di individuare le fasi del processo che possono rappresentare un punto critico (esempio: la distribuzione di mascarpone deve mantenere la catena del freddo, quindi anche l'automezzo che lo trasporta deve garantire una temperature costante, evitando anche il guasto momentaneo).

 

Tale metodologia venne ideata negli anni sessanta negli Stati Uniti, con l'intento di assicurare che gli alimenti forniti agli astronauti della NASA non avessero alcun effetto negativo sulla salute, mettendo a rischio le missioni nello spazio.

Introdotto in Europa nel 1993 con la direttiva 43/93/CEE (recepita in Italia con D.Lgs 155/97), che prevede l'obbligo di applicazione del protocollo HACCP per tutti gli operatori del settore alimentare. Questa normativa è stata sostituita dal Reg CE 852/2004 entrato in vigore dal 01/01/2006. Inoltre da quanto riportato nel D.Lgs 193/07 viene definitivamente abrogato il D.Lgs 155/97 e vengono decretate le sanzioni per inadempienza al Reg CE 852/04.

Nel 2006 il Sistema HACCP è stato reso obbligatorio anche per le aziende che hanno a che fare con i mangimi per gli animali destinati alla produzione di alimenti, produzione delle materie prime, miscele, additivi, vendita e somministrazione.

 

 

14/06/2010

QUANDO LA PRIVACY ………………………..

La privacy, termine inglese, è il diritto alla riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata: the right to be let alone, letteralmente, “il diritto di essere lasciati in pace”, secondo la formulazione del giurista statunitense Louis Brandeis probabilmente il primo al mondo a formulare una legge sulla riservatezza, insieme a Samuel Warren.

Comunemente per privacy si intende il diritto della persona di impedire che le informazioni che la riguardano vengano trattate da altri, a meno che il soggetto non abbia volontariamente prestato il proprio consenso.

Il termine privacy, concetto inizialmente riferito alla sfera della vita privata, negli ultimi decenni ha subito un’evoluzione estensiva, arrivando a indicare il diritto al controllo sui propri dati personali.

La recente diffusione delle nuove tecnologie ha contribuito ad un assottigliamento della barriera della privacy, ad esempio la tracciabilità dei cellulari o la relativa facilità a reperire gli indirizzi di posta elettronica delle persone.

Oggi, con la nascita del Laboratorio Privacy Sviluppo presso il Garante per la protezione dei dati personali, la privacy viene anche intesa come “sovranità su di sé”, in un’accezione del tutto nuova, non più limitata, come in passato, ad un diritto alla “non intromissione nella propria sfera privata”, ma ponendosi come indiscutibile strumento per la salvaguardia della libera e piena autodeterminazione della persona.

 

Quotidianamente siamo tenuti ad avere un comportamento conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 sia nella sfera privata che lavorativa, basti pensare ai continui consensi al trattamento dei dati che firmiamo quando ci rechiamo in banca, in posta, a un qualsiasi ufficio pubblico e privato, alla distanza da tenere dalla persona che ci precede quando ci troviamo in fila al bancone di una farmacia, mentre stiamo pagando il ticket o prendendo un appuntamento all’ospedale. Spesso percepiamo tutto ciò come un inutile intralcio invece abbiamo la possibilità di tutelare i nostri dati di decidere chi può trattarli, come e cosa può farne.

 

Quello che fino a un decennio fa poteva essere accettabile, come consegnare i cedolini dello stipendio non direttamente al dipendente ma recapitarglielo sulla propria scrivania o in prossimità del proprio posto di lavoro, lasciandolo incustodito e alla portata di tutti, oggi non è più ammissibile tanto che devono essere consegnati spillati o in busta chiusa e non devono contenere informazioni lesive della riservatezza inoltre gli uffici addetti alla predisposizione e alla consegna dei cedolini sono tenuti a tutelare la privacy dei lavoratori, limitando l’inserimento di informazioni sulla sfera privata e impedendo l’indebita conoscenza dei dati da parte di persone non autorizzate.

 

Cos’è cambiato?

 

La società si è sviluppata ed ha portato alla crescita esagerata di attività che si svolgono su uno scambio continuo di dati, basti pensare alle informazioni che possiamo attingere con un semplice clic a tutte le operazioni che possiamo autonomamente effettuare da una qualsiasi postazione, sicuramente ci consente di ottenere in pochissimo tempo tutto ciò di cui necessitiamo al contempo è possibile che qualcuno si impadronisca illecitamente dei nostri dati, per cui è nata l’esigenza di disciplinare, tutelare e salvaguardare questo mare di dati che viaggia indisturbato senza controllo.

08/05/2010

CORSI DI FORMAZIONE

Vi segnaliamo che l’Area formazione F.P. Consultancy nel mese di Maggio organizzerà i seguenti corsi:

 

PER DATORI DI LAVORO CHE SVOLGONO I COMPITI DEL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI.

E’ rivolto ai Datori di Lavoro che nei casi previsti dalla legge, svolgono direttamente i compiti del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi.

E’ finalizzato a trasmettere ai Datori di Lavoro la formazione base necessaria per poter svolgere autonomamente i compiti di prevenzione e tutela della sicurezza.

Durata: 16 ore.

 

ULTERIORI INFORMAZIONI

 

 

MODULO A CORSO BASE (PROPEDEUTICO AI MODULI DI SPECIALIZZAZIONE)

E’ rivolto ai Responsabili e Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi di nuova nomina.

E’ finalizzato ad acquisire elementi di conoscenza relativi alla normativa generale e specifica in temi di igiene e sicurezza del lavoro.

Durata: 28 ore.

 

ULTERIORI INFORMAZIONI

 

 

Per altri corsi consultare la pagina: FORMAZIONE ANNO 2010

22/02/2010

LIBERERARSI DAL PETROLIO E’ POSSIBILE

Nel 2009 il fotovoltaico in Italia  ha avuto un incremento del 174% corrispondente a 819 megawatt di potenza istallata e circa 63mila impianti. Ha generato una filiera da circa 1.250 milioni di euro sostenuti da 350 milioni di incentivi pubblici. Un intero settore dell’economia verde si è sviluppato in Italia anche se si stima che oltre il 50% del valore del mercato vada all’estero, nell’acquisto di celle e pannelli prodotti in gran parte in Asia, inoltre moltiplicando i 350 milioni per vent’anni impegnati del conto energia si ottengono già oggi sette miliardi, il costo di una centrale nucleare. A supporto di un mondo che si vuole liberare dalla dipendenza del petrolio e del nucleare che sembra non rivelarsi una fonte risolutiva, almeno per il nostro territorio, in quanto costituita da basse probabilità di rischi ma con elevate conseguenze distruttive, si stanno sviluppando e realizzando progetti che ci permetteranno di curare la salute del nostro pianeta e fronteggiare il dispendioso utilizzo dell’energia elettrica.

 

Uno dei progetti si chiama Scoop a cui partecipano 16 partner, capofila Enel, da 17 milioni di euro, di cui sette finanziati dal programma “Industria 2015”. Scoop punta direttamente al fotovoltaico a concentrazione ovvero a sistemi capaci di catturare da cento a mille volte la luce solare che oggi incide su una normale cella con produttività energetiche di un ordine di grandezza più elevate; il fotovoltaico concentrato potrebbe generare, a parità di costoso silicio prodotto, da dieci a venti volte la capacità produttiva elettrica dei pannelli attuali.

 

Eurodish è solo un prototipo, per ora, è un sistema solare robotizzato costituito da un grande disco solare a concentrazione di 8,5 metri di diametro, che spara calore a 800 gradi su un motore Stirling, il quale a sua volta genera elettricità per dieci kilowatt. Dopo 1.530 ore di esercizio il sistema ha dimostrato di saper produrre l’energia consumata da una famiglia media in un anno. All’Erse, insieme alla Merloni, stanno lavorando sul progetto Industria 2015, aggiungendo alla normale caldaia a gas di casa un motore Stirling lineare che prende calore dal bruciatore di metano per riscaldamento ed acqua sanitaria, producendo elettricità pari al consumo della casa, uno o due kilowatt. In pratica, accendi il riscaldamento a gas e non paghi la bolletta elettrica.

 

Tutti i governi europei stanno potenziando per quanto possibile l’energia verde. La Germania sta cavalcando con inatteso successo gli impianti di energia solare, mentre in Danimarca, in Spagna e in Gran Bretagna non passa quasi giorno senza che spuntino parchi eolici soprattutto lungo le coste. Nel 2020 in Inghilterra, secondo il Carbon Trust, il 70% dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili dipenderà dalla forza del vento.

In Germania, è stato completato il primo parco eolico off-shore che dovrebbe garantire corrente elettrica a 50mila famiglie. Nasce anche l’ipotesi di una nuova rete transnazionale, in pratica l’energia del vento della Danimarca illuminerà le case francesi, il sole del Sahara fornirà corrente ai paesi del Mediterraneo realizzando un maxi–progetto che mira a condividere l’energia prodotta con il vento, l’acqua e il sole. Iniziativa che potrebbe garantire un salto di qualità per le rinnovabili, la cui maggior croce è la discontinuità, corretta dalle supergrid, reti di trasmissione sottomarine in corrente continua che consentono di utilizzare oltreconfine l’energia prodotta in eccesso dai campi eolici off-shore scandinavi, le centrali idroelettriche del Belgio e i campi solari a concentrazione del Nord Africa, parallelamente si sviluppano le smart grid, ovvero le reti di distribuzione intelligenti che rendono bidirezionali i flussi di energia senza problemi di stabilità, consentendo anche di calibrare i consumi in maniera più efficiente.

Verosimilmente la realizzazione di questi progetti sarà la molla che ci permetterà di uscire dall’attuale crisi economica, proiettandoci in un tenore di vita migliore per noi ed il pianeta su cui viviamo, nel rispetto e nella salvaguardia delle altre specie viventi.

14/01/2010

COME TUTELARE IL PATRIMONIO DELLE AZIENDE E GLI INTERESSI ECONOMICI DEI SOCI

Con l’inizio del nuovo anno vogliamo introdurre tra i vari servizi che lo studio F.P. Consultancy offre, un’ulteriore possibilità di assistenza che riteniamo valido di attenzione.

 

DECRETO LEGISLATIVO N. 231/01

 

Accade sempre più spesso che le aziende subiscano le conseguenze disastrose dovute ai reati commessi da amministratori, dirigenti e dipendenti, a tutela del patrimonio dell’azienda e degli interessi economici dei soci, è stato introdotto nell’ordinamento italiano il D. Lgs. 231/01 che si occupa della “responsabilità amministrativa” delle aziende derivante dalla commissione o tentata commissione di determinate fattispecie di reato.

 

Chi è titolare, socio di un’azienda è consapevole che la sua attività è responsabile anche del reato commesso:

1. da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione ed il controllo dello stesso;

2. da persone sottoposte alla direzione o vigilanza di uno dei soggetti di cui sopra.

 

L’azienda può tutelarsi attraverso l’applicazione del D. Lgs 231/01 in quanto se il reato è stato commesso dai soggetti:

al punto 1. l’ente non risponde se prova che:

  • l’organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi;
  • il compito di vigilare sul funzionamento, sull’osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento è stato affidato ad un Organismo di Vigilanza dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo;
  • le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione;
  • non c’è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell’Organismo appositamente creato.

 

al punto 2. l’ente è responsabile se la commissione del reato è stata resa possibile dall’inosservanza degli obblighi di direzione e di vigilanza.

 

L’ente, tuttavia, può godere di un’esimente e, quindi, non rispondere per gli illeciti commessi da amministratori e dipendenti, se dimostra di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del reato,  un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a prevenire reati della stessa specie di quello verificatosi, ovvero un sistema di controlli preventivi, volti a eludere i reati specificati nel decreto.

08/11/2009

E’ POSSIBILE MONITORARE LA SPAZZATURA

Sentiamo molto spesso parlare di rifiuti, dai telegiornali, dai giornali, dai media in genere, purtroppo sono notizie che ledono le qualità del nostro Paese, è un peccato perché ritengo che la nostra terra abbia molto da offrire sia come bellezze artistiche che naturali.

Abbiamo un sistema che gestisce l’intero processo dei rifiuti, dalla loro produzione fino alla loro sorte finale, coinvolgendo quindi: la raccolta, il trasporto, il trattamento (riciclaggio o smaltimento), e anche il riutilizzo di materiali di scarto, solitamente prodotti dell’attività umana, nel tentativo di ridurre i loro effetti sulla salute dell’uomo e sull’ambiente.

 

Si impegna nella prevenzione dei rifiuti con un insieme di politiche volte a disincentivare, penalizzare economicamente o addirittura vietare la produzione di materiali e manufatti a ciclo di vita molto breve destinati a diventare rifiuti senza possibilità di riuso.

 

Va ad adottare tecniche di trattamento volte ad assicurare che i rifiuti qualunque sia la loro sorte, abbiano il minimo impatto sull’ambiente.

 

Nonostante ciò abbiamo continuamente notizie del tipo: “Emergenza Rifiuti”; “Sequestrata maxi-discarica, nell’area venivano sversati rifiuti di ogni genere”.

 

A questo punto vi domanderete, qual è la soluzione?

Impossibile dare delle soluzioni, è sicuramente valido l’intento di sensibilizzare le persone, è cosa ben diversa sapere che quello dei rifiuti è un problema, piuttosto che vederlo e non essere in grado di dargli il giusto valore.

In proposito mi è capitato di leggere una notizia che può sembrare singolare, curiosa e allo stesso tempo innovativa, meritevole di considerazione.

Praticamente a Seattle e New York, il Senseable City Lab del Mit diretto dall’architetto e ingegnere globetrotter, Carlo Ratti, inagurerà una mostra che raccoglierà in tempo reale i risultati di “Trash Track”, progetto volto a monitorare il percorso delle cose di tutti i giorni dal momento in cui finiscono nel cassonetto.

E’ stata applicata una smart tag a tremila oggetti, bicchieri di carta, lattine, lavatrici, schermi lcd….. Ogni rifiuto è stato dotato di un mini telefono con sensori di movimento, che grazie ad un apposito algoritmo consente un’accensione mirata, regolando la frequenza delle comunicazioni.

Questo particolare strumento permetterebbe di conoscere le inefficienze nella gestione, gli anelli deboli, i passaggi sui quali si innestano deviazioni illegali che regole sempre più stringenti ed onerose non riescono a disciplinare.

Magari ci aiuterà a sapere se ciò che gettiamo nella spazzatura non finisce nel piatto sotto forma di pesce inquinato.

10/10/2009

BASTA PROCRASTINARE! . . . . . . . . . .

Voglio raccontarvi una storia che casualmente lessi tempo fa e che mi sembrò molto attuale.

C’era una volta nell’Antartide ricoperta dai ghiacci, una colonia di pinguini che viveva su un iceberg. L’iceberg si trovava lì da molto, molto tempo. Il mare che lo circondava era ricco di cibo e sulla sua superficie si ergevano gigantesche muraglie di nevi eterne che offrivano ai pinguini riparo dalle terribili bufere invernali. A memoria di pinguino, la colonia era sempre vissuta su quell’iceberg.  Mentre gli altri pinguini andavano a caccia delle creature del mare, un’attività necessaria, dato che non c’era altro cibo in Antartide, c’era un pinguino che pescava un po’ di meno e dedicava più tempo a studiare l’iceberg e il mare che lo circondava, la sua valigetta era piena zeppa di appunti con osservazioni congetture e conclusioni. Le informazioni che aveva accumulato si facevano sempre più inquietanti e ne emergeva forte e chiaro un grido di allarme: L’iceberg si sta sciogliendo e potrebbe andare in frantumi!!

Secondo le sue teorie, gli iceberg non sono compatti come cubetti di ghiaccio, all’interno hanno delle fenditure che possono condurre a grosse bolle d’aria o grotte. Se il ghiaccio esterno si scioglie, tali fenditure possono essere raggiunte dall’acqua che va a riempire le grotte. Con il freddo dell’inverno, gli stretti canali pieni d’acqua gelano rapidamente e via via che la temperatura diminuisce anche l’acqua nelle grotte si trasforma in ghiaccio. Quando l’acqua congela, subisce un notevole aumento di volume mandando l’iceberg in pezzi.

Preoccupato di ciò ne informò il Pinguino Capo e quanti decidevano le sorti del gruppo ma rimasero tutti piuttosto scettici finché con dimostrazioni e dati alla mano riuscì a provare la gravità del problema.

L’unica soluzione plausibile fu quella di organizzare una spedizione verso altri e più sicuri iceberg.

Non vi sembra che questa breve storia racconti la nostra realtà? L’iceberg è il pianeta Terra e tutti noi siamo quella comunità di pinguini, di quel pinguino solitario ne abbiamo diversi che ci illustrano quello che accadrà se non provvederemo a limitare i danni che ogni giorno causiamo al nostro abitat.

Anche noi troveremo un altro pianeta da abitare? Difficile, è molto più semplice che ogn’uno di noi rispetti l’ambiente.

 

Lo sapevate che dal 26 settembre al 31 dicembre saremo in deficit con la terra? Questo valore viene calcolato con l’Ecological Footprint (impronta ecologica), un indice statistico utilizzato per misurare la richiesta umana nei confronti della natura. Un calcolo creato, nella sua prima forma, nel 1996 da Mathis Wackernagel, insieme a William Rees, per mettere in relazione il consumo di risorse naturali con la capacità della Terra di rigenerarle.

 

La concentrazione di carbone nell’atmosfera potrebbe non essere il principale problema come lo stesso Mathis Wackernagel ha detto in una intervista rilasciata al Sole 24 Ore, tutto è minacciato, l’accesso a risorse di acqua dolce, la sicurezza alimentare, le risorse delle foreste, la biodiversità, il petrolio, stiamo entrando nell’era del “pick everything, il picco di tutto”.

 

Anche la politica si sta muovendo in tal senso, basti pensare all’obiettivo comune posto dal G-8, dove hanno partecipato anche Cina, India, Australia, Indonesia, Brasile, Messico, Egitto, Corea del sud e Sudafrica e tre altri Paesi europei: la Repubblica Ceca, la Svezia e la Danimarca, di  promuovere e finanziare lo sviluppo di un economia mondiale a basso contenuto di carbonio collegando le tecnologie a programmi di finanziamento internazionali pubblico-privati, è necessario inoltre, a causa del crescente fabbisogno di nuova energia, dotare i Paesi in via di sviluppo di tecnologie che consentono di ridurre le emissioni per evitare che ogni ipotesi di riduzioni delle emissioni rischi di essere vanificata. 

 

Sembra che non ci sia più il tempo di procrastinare questo problema mondiale, è terminato anche quello di delegare il compito a qualche altro, lo sapevate che ciascuna famiglia italiana potrebbe ridurre le emissioni di gas serra di circa 2 tonnellate l’anno? Basterebbe evitare gli sprechi, preferire prodotti locali e di stagione, ridurre gli imballaggi, fare la raccolta differenziata e avere un occhio attento ai consumi energetici.

 

Il nostro pianeta ci chiede aiuto, non voltiamogli le spalle, tendiamogli la mano!

09/09/2009

ULTIME MODIFICHE AL D. LGS 81/08

D. LGS 3 AGOSTO 2009, N. 106

 

E’ stato firmato dal Presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106 in vigore a partire dal 20 Agosto 2009.

Il provvedimento apporta al corpo normativo in vigore alcune significative modifiche che recepiscono le prime criticità emerse nei mesi di applicazione del D. Lgs 81/08 e migliora le regole stesse sulla sicurezza, in un’ottica che tende a favorire la chiarezza del dato normativo quale presupposto per favorirne l’applicazione corretta ed efficace.

Le novità riguardano principalmente:

  • La semplificazione formale di alcuni documenti fondamentali.
  • La razionalizzazione delle sanzioni penali ed amministrative conseguenti alle violazioni degli obblighi da parte di datori di lavoro, dirigenti e personale preposto, sulla base dell’effettività dei compiti rispettivamente svolti, proporzionando le sanzioni alle realtà lavorative connotate dai rischi particolari.
  • Una migliore definizione del ruolo degli organismi paritetici e nel potenziamento del ruolo degli enti bilaterali che, in quanto espressione di competenze tecniche adeguate, certificano i modelli di organizzazione della sicurezza in azienda, al fine di incentivare la diffusione di tali strumenti di tutela della salute e dei livelli di sicurezza.

 

 

Il nuovo provvedimento prevede una correzione del D. Lgs 81/08 riguardo agli eventi infortunistici che prevedono una durata superiore a uno e a tre giorni consentendo l’assolvimento dell’obbligo informativo mediante la comunicazione in via telematica all’Inail e all’Ipsema, nonché per loro tramite al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico.

 

In merito al requisito obbligatorio dell’opposizione della data certa nel documento di valutazione dei rischi disciplinato dall’art. 28, comma 1, del D. Lgs 81/08 si è aggiunto un ulteriore sistema certificativo, si è infatti previsto che, in alternativa alla data certa, sia possibile accompagnare la sottoscrizione del documento da parte del datore di lavoro, che se ne assume giuridicamente e in via esclusiva la responsabilità, la sottoscrizione per presa visione e ai soli fini della prova della data, del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale e del medico competente, ove nominato.

 

Si è facilitato l’obbligo di redazione del documento unico di valutazione dei rischi di interferenze, art. 26, comma 3, del D. Lgs 81/08, ritenendolo un obbligo di scarsa rilevanza in determinati ambiti di attività per cui si è esonerato il datore di lavoro dall’obbligo di redazione del Duvri nei casi di fornitura di materiali, servizi di tipo intellettuale e comunque di lavori di durata inferiore a due giorni quando non vi siano rischi specificatamente rilevanti.

 

Tra gli altri doveri viene ora eliminato l’obbligo posto in capo al medico competente dall’art. 25 del D. Lgs 81/08, di trasmettere periodicamente agli organismi del servizio sanitario nazionale competenti per territorio i dati sanitari aggregati e di rischio di lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria.

 

 

Le penalità sono state collocate a un livello intermedio fra le misure più elevate del D. Lgs. 81/08 e quelle più ridotte del D. Lgs 626/94 rimodulando complessivamente l’ammontare delle sanzioni penali e amministrative. Sia con riferimento alla scelta della pena detentiva o pecuniaria, per le contravvenzioni, sia con riguardo alla misura delle sanzioni.

L’obiettivo è quello di valorizzare l’effettività della reazione punitiva e la razionalizzazione dell’apparato sanzionatorio per garantire proporzionalità e progressività, l’ammontare della pena viene rimodulato sulla scorta di criteri statistici oggettivi, elaborati in base all’aumento dei prezzi al consumo e strettamente collegato alle posizioni di responsabilità concretamente assunte dai soggetti sui quali ricadono gli obblighi di sicurezza.

 

Ulteriore elemento di novità è il riequilibrio tra illeciti amministrativi e contravvenzioni, i differenti ambiti vengono meglio precisati sulla base del rilievo sostanziale o, al contrario, essenzialmente formale dell’adempimento o dell’obbligo posto dalla norma prevenzionistica.

 

Il provvedimento ha ridato peso al potere di sospensione dell’attività di impresa in caso di violazioni in materia di sicurezza.

 

Si è dato integrale attuazione al criterio della delega, là dove prevede il ricorso a strumenti che favoriscono la regolarizzazione e l’eliminazione del pericolo da parte dei soggetti destinatari dei provvedimenti amministrativi. E’ stata infatti prevista l’estinzione mediante prescrizione obbligatoria anche delle contravvenzioni punite con la sola pena pecuniaria dell’ammenda.  

 

 

Il correttivo ha poi previsto che gli organismi paritetici (imprese-sindacati) potranno asseverare l’adozione e l’efficace attuazione dei modelli di organizzazione. Non si tratta di una certificazione assoluta, tuttavia l’attestazione rilasciata dagli organismi servirà ad allontanare le visite degli ispettori del lavoro e delle Asl, i quali dovranno dirigersi prioritariamente verso quelle aziende i cui modelli non sono stati asseverati.

Tra i modelli ritenuti idonei a garantire sufficiente copertura solo quelli conformi alle Linee guida Uni-Inail del 28 settembre 2001 e la British Standard OHSAS 18001:2007.

08/07/2009

INCENTIVI ALLE PMI DELLA PROVINCIA DI ANCONA

Al fine di sostenere l’innovazione e la competitività del tessuto economico e sociale del territorio provinciale ed arginare la situazione di crisi attuale, l’Amministrazione Provinciale di Ancona intende destinare al sistema produttivo locale, incentivi alle imprese per l’innovazione tecnologica ed organizzativa.

L’intensità massima del contributo è pari al 75% delle spese ammissibili …………….

 

CHECK LIST PER UNA CORRETTA VALUTAZIONE DEI RISCHI

E’ stata pubblicata dall’ISPESL (Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza del Lavoro) la check list per la compilazione del DVR (documento valutazione rischi) per la sicurezza e la salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

In osservanza del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, ogni datore di lavoro, in relazione alla natura della propria azienda, considerando le “misure generali di tutela” dei lavoratori, è tenuto alla redazione del suddetto "documento", contenente:

 

·         Relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute nel corso dell’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri applicati per la determinazione della stessa;

·         Indicazione delle misure di prevenzione e protezione, dei dispositivi di protezione individuale adottati, in seguito alla valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a);

·         Programma delle misure ritenute più idonee per garantire il miglioramento nel tempo dei requisiti di sicurezza;

·         Determinazione delle procedure attuative, individuazione dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere destinati solamente soggetti in possesso di adeguata competenza ed autorità;

·         Il nominativo del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione;

·         Individuazione delle mansioni che potrebbero esporre i lavoratori a rischi specifici che richiedendo una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione ed addestramento.

 

Il datore di lavoro quindi, può avvalersi di opportune chek list, che pur non sostituendo l’analisi dei luoghi di lavoro che è e deve essere il risultato di verifiche dirette delle aree di lavoro, possono risultare assai utili per evitare possibili errori ed omissioni.

La presente trattazione quindi vuole fornire una idonea linea guida (non esaustiva) concernente:

 

A.       Strutture edilizie – sicurezza e benessere dei lavoratori;

B.       Macchine ed impianti;

C.       Attività ed attrezzature di lotta agli incendi, tematiche che devono essere opportunamente considerate e valutate sia nella compilazione del documento che successivamente nella programmazione delle manutenzioni.

 

CHECK_LIST.pdf

10/06/2009

IMBALLAGGI ECO COMPATIBILI NASCE UNA NUOVA FRONTIERA

Tutti i prodotti che vengono commercializzati, in modo particolare apparecchiature elettriche ed elettroniche e specialmente gli elettrodomestici, che sono divenuti i nostri migliori alleati nella vita quotidiana, vengono, per evitarne il danneggiamento imballati con ogni tipo di materiale che al momento della loro apertura deve essere smaltito, avvolte si viene a contatto con quantitativi estremamente ingombranti e difficili da gestire, come polistirolo, volatile quando viene spezzato, cartone spesso sporco e fastidioso al tatto, naylon, reggette in plastica che possono risultare taglienti come rasoi, di fronte a tanto imballo si cerca di ridurne l’ingombro utilizzando taglierini e coltelli da cucina a proprio rischio e pericolo, per poi piegarli alla meno peggio portandoli negli specifici cassonetti spesso ricolmi o dislocandoli nelle vicinanze, facendo imbestialire il netturbino al momento del ritiro a causa della nostra negligenza nel gestire tutto ciò.

 

Tale situazione può definirsi ora mai roba vecchia, micidiale per i nostri nervi ed in modo particolare per l’ambiente, oggi finalmente  esistono imballaggi eco compatibili come ad esempio Free Pack Net (invenzione italiana), utilizzati in particolare per elettrodomestici bianchi, vengono così definiti frigo, congelatore, forno, lavatrice, lavastoviglie, piano cottura; tali imballaggi sono un vero e proprio guscio flessibile e resistente, riutilizzabile per ben 20 volte, viene inoltre noleggiato dal produttore per poi essere seguito, tracciato e ritirato ovunque in tutta Europa, smontato e riposto in una valigetta, pulito e pronto per ripartire.

 

Dopo 20 viaggi con 20 prodotti il guscio Free Pack Net viene tritato e riciclato ed il suo costo è inferiore dell’imballo a perdere, il fabbricante di elettrodomestici non risparmia solamente sul costo del packaging ma salva anche il suo prodotto evitando che elettrodomestici usciti perfetti dalla fabbrica si ammacchino o peggio rompano durante il loro trasporto, carico e scarico, basti pensare che su 90 milioni di pezzi, in Europa il 5 per cento, circa 4 milioni e mezzo, risultano da buttare per tali cause. Questi nuovi materiali salvano l’ambiente sia direttamente eliminando tonnellate e tonnellate di polistirolo, naylon e CO2 prodotta da tutti questi rifiuti, che indirettamente eliminando tutte le carcasse dei macchinari danneggiati durante il trasporto.

 

Sarà forse il caso di considerare seriamente la cosa?